Nel 2025 gli incidenti cyber gravi censiti nel mondo sono aumentati del 49% rispetto all'anno precedente; in Italia, la crescita è stata del 42%. I dati del Rapporto Clusit 2026 confermano che, per le imprese, saper affrontare un attacco, contenerne le conseguenze e ripartire è ormai una priorità.
Di fronte a compromissione dei dati e interruzioni dei servizi, disporre di backup e piani di disaster recovery è indispensabile, ma non sufficiente. Occorre conoscere i rischi, individuare i servizi critici e progettare fin dall'inizio la capacità di resistere agli incidenti e riprendere le attività. È il principio della cyber resilience by design: un approccio integrato che coinvolge infrastrutture, applicazioni, dati, processi e competenze.
Come fare? Il percorso metodologico si articola in quattro fasi complementari: comprensione dei rischi, valutazione della maturità e pianificazione degli interventi, implementazione delle misure di resilienza, verifica e miglioramento continuo. Un modello che consente di allineare le scelte tecnologiche agli obiettivi di business e ai requisiti normativi, a partire da NIS2 e DORA.
Per approfondire questi temi ZeroUno e Nextwork360 organizzano, in collaborazione con HPE e Veeam, una tavola rotonda riservata ai decision maker IT e della sicurezza. Un'occasione di confronto tra pari per condividere esperienze, valutare i diversi livelli di maturità e discutere le strategie per rafforzare la resilienza delle organizzazioni.